Ecografie in gravidanza

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L’ecografia è sicuramente un esame molto importante nel corso della gravidanza. Un momento emozionante anche per i futuri genitori che hanno modo di iniziare a vedere il bimbo/a, di essere rassicurati sulla sua salute e di sentirne il battito.

Anche se può sembrare un tipo di intervento innocuo non è il caso di ripeterlo eccessivamente, se non è strettamente necessario per l’avanzamento della gravidanza.

Ecografie in gravidanza: quante sono?

Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce due ecografie gratuite a tutte le gestanti:

  • La prima entro la 12esima settimana, per accertare l’effettivo avvio della gravidanza e datarla. Il momento migliore per effettuarla è tra la nona e la dodicesima settimana, in modo da essere certi che il feto si sia correttamente formato.
  • Tra la 19esima e la 21esima settimana viene proposta l’ecografia morfologica, al fine di studiare a fondo la salute fisica del piccolo, analizzare al meglio alcune strutture, soprattutto cerebrali, ed è possibile scoprire il sesso del nascituro.

In alcune regioni viene offerta anche una terza ecografia da fare nel corso dell’ultimo trimestre; questa viene garantita anche alle donne per le quali si è riscontrato uno stato della placenta tanto basso da coprire l’apertura dell’utero.

Molti ginecologi, comunque, consigliano un’ultima ecografia, dopo la 30esima settimana, detta di accrescimento, in modo tale da poter stimare lunghezza e peso del nascituro e valutare le condizioni della placenta e la quantità di liquido amniotico per escludere sofferenze fetali.

Inoltre, l’ecografia svolta in questo momento serve anche per vedere se il bambino si è già sistemato in posizione cefalica o è ancora podalico e, nel caso, poter programmare delle manovre per favorire il cambio di posizione.

Nel corso di una gravidanza fisiologica queste tre ecografie risultano sufficienti, anche se molte donne rivolgendosi a ginecologi privati verranno sottoposte ad ecografie di controllo mensile, che sono un momento di rassicurazione per la mamma. Secondo alcuni studi questi brevi incontri, ancorché solo in 2D, iniziano a creare il rapporto tra genitori e bambino già durante i nove mesi dell’attesa.

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